I master universitari a distanza in telemedicina

L’utilizzo dei mezzi di comunicazione a scopo sanitario nasce con la loro stessa invenzione. Dal telegrafo al telefono, dalla radio a internet, tutti hanno contribuito, dagli inizi del ‘900, a far progredire una disciplina che consentiva inizialmente di trasmettere informazioni sullo stato di salute dei pazienti ed il consulto tra medici. La sanità elettronica rappresenta l’uso combinato delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in particolare internet, applicato al settore sanitario per scopi clinici, didattici e amministrativi; sia in presenza che a distanza . All’interno di questo contesto si inseriscono i master universitari a distanza in telemedicina.

Questi percorsi di studi sono dedicati non solo ad operatori sanitari, per la formazione di personale con specifiche competenze, ma anche a tecnici, che intendono orientare la propria professione verso la progettazione e la gestione di strumenti tecnologici per la telemedicina. La telemedicina moderna nasce con l’avvento dell’informatica e delle reti di comunicazione, continuando ogni giorno a progredire, proponendo sempre più sofisticate applicazioni, che consentono di semplificare la gestione clinica dei pazienti, con grandi benefici per il sistema sanitario e per i pazienti stessi. Grazie alla sanità elettronica e alla telemedicina, un’istituzione sanitaria o un ministero possono conseguire:

  • una maggiore efficienza nella gestione sanitaria attraverso la riduzione dei costi nell’acquisizione di dati e informazioni;
  • l’eliminazione del rischio di duplicazioni negli interventi diagnostici o terapeutici e il trattamento dei pazienti a domicilio;
  • una migliore qualità dell’assistenza sanitaria grazie alla condivisione della conoscenza dei professionisti del settore, al confronto e ad un maggiore coinvolgimento tra pazienti e operatori sanitari;
  • l’empowerment dei pazienti;
  • la formazione di medici e pazienti sulla gestione delle patologie;
  • più equità, ad esempio offrendo a piccole realtà sanitarie/ospedaliere la possibilità di aprire un canale diretto con le grandi istituzioni, e di effettuare visite virtuali in aree remote.

In questo scenario, è fondamentale per un manager essere in grado di cogliere le potenzialità e le opportunità offerte dalla telemedicina e dalla sanità elettronica, e soprattutto saperne guidare e gestire la nuova frontiera dell’assistenza sanitaria.

Per maggiori informazioni sui master a distanza visita: http://unitalia.eu/master-a-distanza-primo-livello/

Di cosa si occupa un fabbro?

 

Fabbro: un mestiere antichissimo

Il mestiere del fabbro è una professione davvero antichissima: c’è addirittura chi la fa risalire al Neolitico, quando l’uomo imparò a fondere il rame, dando così inizio, ben 8.000 anni fa (nel 6000 a.C.) all’età dei metalli. Infatti, già in epoca neolitica gli uomini avevano imparato a forgiare i primi rudimentali ma efficaci strumenti metallici, servendosi di forni che permettevano di raggiungere le temperature elevate necessarie a fondere e dunque modellare i metalli.  Al giorno d’oggi però, il lavoro del fabbro ha subìto un radicale cambiamento rispetto alle origini e si caratterizza per una maggior specializzazione in alcuni settori, tra cui spiccano quelli dei serramentisti o dei carpentieri, con cui il lavoro del fabbro milano ha numerosi punti in contatto.

 

Ma cosa fa un fabbro nei dettagli?

Il fabbro è un artigiano che si occupa prevalentemente di costruire e riparare oggetti in metallo come manufatti artistici, ringhiere, cancelli, corrimano, porte,scale, serrature. Crea oggetti di ferro oppure acciaio, tramite l’utilizzo di attrezzi a mano per martellare, curvare, tagliare o comunque dare forma al metallo quando questo si trova in uno stato non liquido. Solitamente il metallo viene riscaldato fino a farlo diventare incandescente, e successivamente sottoposto alla lavorazione di forgiatura. In pratica il materiale con il calore viene reso malleabile, ed in seguito deformato e plasmato in modo da fargli assumere la forma e le funzionalità desiderate. Questo tipo di lavorazione è stata una delle prime tecniche utilizzate per la lavorazione dei metalli.

 

Quali strumenti utilizza un fabbro?

Per lo svolgimento della sue attività quotidiane, il fabbro utilizza svariati strumenti, utensili e apparecchiature, come pinze e forme per la forgiatura, la pressa meccanica e la fornace, oltre agli immancabili incudine e martello che caratterizzano l’iconografia professionale del fabbro sin dalla notte dei tempi.

SEO: alcune tecniche di ottimizzazione onpage

È difficile, quasi impossibile, posizionarsi per le parole chiave che non appaiono nel contenuto della tua pagina, per cui ogni pagina dovrebbe essere strutturata secondo l’obiettivo di classificare una parola chiave o una frase specifica con più parole (strategia di long tail), magari inserendo nei testi della pagina alcune frasi correlate e parole chiave correlate mescolate alla keyword principale della pagina.

Title della pagina, la meta description e i tag all’interno della pagina svolgono un ruolo cruciale nelle campagne di ottimizzazione di successo. I titoli delle pagine vengono visualizzati nei risultati della ricerca e molte persone cliccano sulle pagine che utilizzano il titolo della pagina come testo di ancoraggio, che soddisfi appieno l’intento di ricerca, quindi vanno bene le anchor secche di immediata comprensione. Un’ottima meta description è anch’essa un elemento cruciale per convertire il posizionamento in click utili.
Se possibile, l’ideale sarebbe creare dei tag a mano che completano il titolo della pagina rafforzando la propria efficacia. Se le parole chiave pertinenti per una pagina hanno più formati, potrebbe essere utile aiutare a mettere a fuoco la meta description sulle versioni che non hai utilizzato nel titolo della pagina.
Per quanto riguarda il contenuto della pagina, assicuratevi di scrivere per gli esseri umani e utilizzare i tag di intestazione (H1, H2, H3  e così via..)  per aiutare a dividere il contenuto in sezioni logiche che facilitano la scansione dello spider e aiutano a strutturare il contenuto della tua pagina. Quando possibile, assicurati che il contenuto della pagina utilizzi anche modificatori descrittivi.
Ogni pagina deve essere sufficientemente differenziata dalle altre pagine del tuo sito. Non lasciare che i motori di ricerca indicizzino versioni del tuo contenuto o altre pagine in cui il contenuto sia duplicato o quasi duplicato perchè può essere un fattore che può portare alla penalizzazione del sito.

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Scale da interni: cosa dice la normativa

Nel momento in cui si decide di effettuare delle modifiche all’interno del proprio appartamento, è necessario informarsi sul tipo di autorizzazioni che il proprio Comune di residenza richiede. Solitamente l’inserimento di scale da interni, che presuppone la demolizione di una parte del solaio o una modifica strutturale, richiede come titolo abilitativo la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività). In determinati casi, se l’intervento riguarda immobili che hanno particolari tipi di vincoli (architettonici o storici), può essere necessario il Permesso di Costruire (PdC). Se si tratta invece di una semplice riparazione, conservando pendenza, posizione, sagoma, e materiali uguali ai preesistenti, l’intervento può ricadere nell’edilizia libera. Tuttavia bisogna verificare le norme previste dal proprio Regolamento edilizio Comunale.

Cosa dice la normativa
Gli aspetti normativi, strutturali, ergonomici e di sicurezza per la progettazione delle scale per interni, sono regolati dalla Legge 13/1989 e dal DM 236/1989. Allo stesso tempo però, bisogna sempre fare riferimento ai Regolamenti Edilizi Comunali, o rivolgersi ai dei tecnici abilitati, in quanto le norme comunali possono essere più restrittive di quelle nazionali. Generalmente in quasi tutti i Comuni le “rampe di scale non ad uso pubblico” devono essere larghe minimo 80 cm. Bisogna valutare con attenzione il dislivello tra i piani che si vogliono collegare. Se la distanza non è troppa (meno di 250 cm) si può pensare ad scala a rampa continua, se invece va oltre i 3 metri, è meglio puntare ad una tipologia angolare.
Le altre variabili da tenere in considerazione nella scelta di una scala sono l’ingombro (quanto spazio serve su ogni piano per installarla), il peso (sia della scala che della struttura che dovrà sorreggerla) e la posizione (valutare soprattutto la collocazione di finestre, porte e di tutto ciò che potrebbe ostacolare la salita e la discesa dalla scala). E’ quindi necessario stabilire in anticipo se si desidera cercare una soluzione che consenta il passaggio al di sotto della scala oppure se si vuole sfruttare il sottoscala come ripostiglio o piccolo deposito.

Le tipologie di gancio traino

Il gancio traino è un elemento aggiuntivo dell’auto di cui si parla poco ma diventa indispensabile per il trasporto di roulotte, moto e carrello appendice. Il gancio deve garantire sicurezza e robustezza e secondo l’articolo 78 del codice della strada, nel momento in cui viene installato, deve essere aggiornata la carta di circolazione del veicolo: questo aggiornamento viene rilasciato dopo una prova di collaudo dalla motorizzazione civile, dove è necessario consegnare i seguenti documenti.
• Domanda redatta sul modello TT2119 disponibile presso lo sportello informazioni compilato dal proprietario del veicolo;
• Dichiarazione di montaggio a regola d’arte e secondo le prescrizioni del costruttore rilasciata dall’installatore;
• Documentazione tecnica del dispositivo installato completa di tutti i dati tecnici utili per la verifica che viene rilasciata dal costruttore;
• Fotocopia della carta di circolazione del veicolo;
• Versamento di 25,00 euro sul bollettino di conto corrente n.9001 tariffa motorizzazione;
• Versamento di 14,62 euro sul bollettino di conto corrente n.4028 imposta bollo.
I prezzi del gancio traino variano da modello a modello e si aggirano intorno ai 170 euro.

Tipologie di gancio
Gancio traino fisso
La maggioranza degli automobilisti predilige il gancio traino fisso. Vengono definiti fissi ma in realtà possono essere smontati adoperando una chiave inglese. Il prezzo è competitivo e sono consigliati per utilizzi più gravosi.

Gancio estraibile
Sono ganci il cui terminale si sfila con una semplice manovra quando lo si desidera togliere. La presa elettrica però non si sfila insieme al gancio.

Gancio traino verticale
Terminale a sfere inserito in un canotto sotto il paraurti in verticale, può essere smontato a mano, non è necessario nessun tipo di chiave inglese.

Gancio traino SIE (Smontaggio Integrale Europeo)
Terminale a sfera inserito in un canotto chiuso con un tappo a molla, molto facile da inserire e disinserire con sistema di baionetta, senza l’ausilio di chiavi. Ha un perno sicuro a molla a maniglia che lo ancora al cannotto posizionato a filo del paraurti.