Lo spionaggio aziendale

Lo spionaggio industriale è la pratica occulta e talvolta illegale di indagare sul lavoro dei concorrenti per ottenere un vantaggio commerciale. L’obiettivo di indagine potrebbe essere un segreto commerciale, come una specifica proprietaria di un prodotto o di una formula, oppure sulla fuga di informazioni riguardanti dei business plan. In molti casi, le spie aziendali sono semplicemente alla ricerca di tutti i dati che la loro organizzazione può sfruttare a proprio vantaggio.
Bisogna tener presente come la minaccia possa provenire anche dall’interno dell’azienda. Ad esempio da dirigenti o da impiegati scontenti, che scambiano le loro informazioni per un guadagno personale o per una vendetta. Le spie possono anche infiltrarsi attraverso tecniche di approccio empatico, attraverso rapporti diretti o indiretti con i dipendenti, al fine di portare il soggetto a divulgare informazioni privilegiate.
Inoltre, si possono subire anche delle violazioni fisiche. In questi casi, le eventuali spie potrebbero rovistare tra i cestini dei rifiuti cartacei o copiare dei file o dei dischi rigidi presenti nei computer non protetti. Però sempre più spesso, l’intrusione avviene attraverso la rete aziendale, effettuando delle vere e proprie azioni di investigazioni aziendali. In genere, ormai da diverso tempo, un attacco ben più mirato viene condotto tramite “l’hackeraggio” della rete aziendale, in modo da portare una minaccia cosiddetta “persistente ed avanzata” ( APT ), che permette un furto di dati continuativo.
Lo Spionaggio aziendale, da anni si contraddistingue per l’intelligence sofisticata a cui le aziende concorrenti dedicano sempre più una parte del loro budget. Di contro si stanno sviluppando delle agenzie investigative volte a contrastare questa pratica diventata così “abituale”.
Insomma una guerra di intelligence sofisticata e combattuta sempre più a “suon di byte”. Sempre più importante quindi è lo sviluppo di un apparato informatico difensivo altamente sviluppato e seguito da persone capaci ed esperte, che abbiano anche un pizzico di passione per i “gialli”.

Le scatole di cartone ondulato sono una soluzione ottimale per un packaging perfetto

Il confezionamento dei pacchi in una società dove l’immagine la fa sempre più da padrona è diventato di fondamentale importanza. Proprio per questo motivo le scatole di cartone ondulato sono una soluzione di packaging ideale utilizzato da migliaia di aziende, piccole e grandi. Oltre ai vantaggi pratici, compreso il trasporto e la protezione del vostro prodotto, le scatole di cartone ondulato possono essere utilizzate come strumento di marketing per promuovere i vari marchi e prodotti. Per esempio, la progettazione su misura, aggiunge più fascino e valore aggiunto ai nostri pacchi creando un effetto suggestivo e d’impatto sui potenziali clienti. Infatti fornendo dei concetti di design creativo a tutti i pacchi e utilizzando materiale di alta qualità unite a delle tecniche di stampa innovative avremo un
packaging di qualità.
Sarà opportuno scegliere anche dei fornitori adeguati. I quali ci dovranno garantire delle materie prime adeguate e delle stampanti che sappiano imprimere colori vivaci e fedeli al layout scelto.
Che siano pacchi per contenere pizze o pacchetti di pregio, il packaging con le scatole di cartone ondulato negli ultimi anni hanno fatto passi da gigante in quanto a qualità e personalizzazione.
Per questo motivo sono una soluzione ottimale da prendere in considerazione, visti anche i costi piuttosto contenuti rispetto ad alternative più costose soprattutto in caso traslochi aziende Milano

Come creare un logo aziendale

Alcune linee guida sulla creazione di un logo aziendale

Ti sei mai chiesto perché il business di un concorrente ottiene più attenzione rispetto al tuo? La risposta potrebbe avere a che fare con il fascino del loro brand aziendale.

 Che cos è il Branding?

Pensate al branding come l’immagine che una società deve fornire ai propri clienti. Il buon marchio differenzia i tuoi prodotti e servizi in un modo positivo che si adatta perfettamente alle menti dei potenziali clienti, con conseguente incremento delle vendite.
In poche parole un logo aziendale deve essere attraente, facile da leggere e memorizzare;

Supponendo che il tuo prodotto sia favoloso, tutto scompare di fronte all’immagine del logotipo. Il disegno grafico può giocare una parte enorme in quella immagine. Ma quali sono le cose da considerare?

Il primo elemento chiave del marchio deve riguardare la scelta del nome dell’azienda che deve esprimere 2 cose: “chi sei e cosa fai” .

Da questo momento dobbiamo legare un’immagine grafica attorno al nome scelto. È esattamente ciò che può essere fatto con un grande logo.

8 linee guida da seguire
Un logo deve avere:

  • Un’immagine forte e equilibrata, senza fronzoli che confondono il suo aspetto;
  • È distintivo e coraggioso nel design, rendendolo facile da vedere in un colpo d’occhio;
  • Ha un’immagine grafica che sembra appropriata per la tua attività;
  • Funziona bene con il tuo nome aziendale;
  • È fatto in un carattere facile da leggere;
  • Comunica chiaramente la tua attività;
  • Sia in bianco e nero, così come a colori deve risultare chiaro;
  • Deve risultare chiaro anche su una pagina web e in stampa (su biglietti da visitaad esempio)

Il logo memorabile della corona di Hallmark è uno dei motivi per cui salta alla mente in modo così rapido quando è necessario acquistare un biglietto di auguri, magari realizzato con la tecnica della stampa su forex. È semplice, audace, sembra buono sia a colori che in bianco e nero e afferma la qualità richiesta per essere stampato con un marchio di marca, quindi funziona bene con il nome della società.

Mentre l’immagine potrebbe non aver comunicato la natura del business quando è stato creato per la prima volta, certamente adesso!

Le gastriti

Entriamo in merito a quelli che possono essere i danni ovvero gli effetti paradigmatici di quella che è l’azione nociva della secrezione clorido-peptica,  principalmente rappresentati dalla gastrite. Se il processo infiammatorio (gastrite, esofagite, tutto ciò che finisce in –ite vuol dire infiammazione) si estende in un danno maggiore si può avere l’ernia iatale, l’erosione, fino all’ulcera.

Quali sono i sintomi di questa situazione? Non esistono sempre sintomi caratteristici e diversi delle tre diverse fasi, anche se l’ulcera essendo una lesione profonda darà dei sintomi più forti ma in linea di massa i sintomi riguarderanno la regione dello stomaco, quindi il dolore è a livello epigastrico, così come il bruciore. Poi siccome abbiamo un’infiammazione a livello dello stomaco, il paziente ci riferisce che non appena introduce del cibo si sente subito pieno (pienezza gastrica precoce) perché lo stomaco essendo infiammato non ha una gran voglia di lavorare e dà subito questo segnale negativo di rifiuto del cibo. Se c’è un’infiammazione è possibile che questo dolore e questo senso di pienezza gastrica compaia mentre si mangia perciò il paziente appunto riferisce la pienezza precoce e un senso quasi di fastidio e di peso, oppure appena finito di mangiare può sentire questo dolore o questo bruciore e sta male.

PUNTI EPICRITICI.  Se si visita il paziente, a livello addominale ci sono dei punti epicritici del dolore (non è semplice avere solo dei punti epicritici, più spesso abbiamo  delle aree doloranti perché l’addome è protopatico dal punto di vista del dolore).

Il punto epigastrico, che è quello che si trova esattamente al di sotto dell’apofisi ensiforme, è un punto epicritico del dolore ovvero se metto il dito in quel punto , spingo e provoco dolore, allora c’è la patologia gastrica e se sposto il dito e lo metto in un’altra posizione, non si sente più dolore (ci sono poi pazienti che hanno sempre male dappertutto, ovunque noi mettiamo il dito! E non aiutano per niente).

Se c’è una cistifellea infiammata e io metto il dito nel punto cistico il paziente sente dolore. Si prende la linea xifo-ombelicale e la linea ombelicale trasversa, si fa la bisettrice che va ad incrociare l’arcata costale, quello è il punto cistico. Se utilizzo l’altro metodo – incrocio tra emiclaveare di destra e margine inferiore del fegato –  è importante capire dove si trova il fegato perché le dimensioni sono diverse da paziente a paziente]. Poi ci sono altri punti più in basso, tipo il McBurney.

ASPETTO MACROSCOPICO.Nella gastrite che la mucosa è arrossata ed infiammata, nell’erosione si vedono delle piaghe, delle afte, nell’ulcera si vede una specie di fossetta.

Nella gastrite c’è solo un’infiammazione perciò lo spessore della mucosa è conservato, nell’erosione viene “pelato” (eroso) fino alla muscolaris mucosae,non oltre perché altrimenti arriviamo a parlare di ulcera. L’erosione guarisce perché è come una ferita dove, se non superi il derma, non rimane la cicatrice. Come abbiamo precedentemente detto invece se si supera la muscolaris mucosae, la lesione può affondarsi e arrivare fino alla sierosa e bucarsi. La foratura però è una complicanza, non sempre succede. All’interno dell’ulcera si può vedere un puntino bianco che rappresenta la fibrina che cerca di riparare il danno.

DIAGNOSI. La diagnosi vera della gastrite è soprattutto una diagnosi istologica (non basta l’arrossamento) perché si devono vedere le cellule infiammatorie in mezzo alle ghiandole, linfomonogranulociti in particolare, negli strati superficiali.

La figura dell’interior designer

Per diventare interior designer di successo bisogna fondersi in un connubio di business e creatività. Sarà necessario essere in grado di sviluppare un modello che soddisfi in breve tempo un cliente – all’interno del suo budget – e vederlo realizzato. Quindi, così come disegnare schizzi e pensare a materiali e finiture, si dovranno calcolare i costi, raccomandare alle persone di eseguire i lavori e supervisionare l’andamento dei lavori.

Luigi Mariotti, specialista in interior design a Padova ci spiega: “Quando siamo alla ricerca di un nuovo membro della squadra, bisogna trovare persone creative che comprendono la progettazione, servizi alla persona e il mercato del lusso. I candidati devono sentirsi a proprio agio con le specifiche di fascia alta, ed essere sicuri di sé proponendo e sviluppando i disegni su misura a seguito di un concetto prestabilito.

Verrà richiesta una laurea in design di interni o in architettura. Un’alta valutazione fa ovviamente una differenza significativa, ma non sarebbe il fattore esclusivo su cui vorremmo basare la nostra decisione. Vorrei prendere in considerazione diversi punti quando si seleziona un nuovo esperto di interior design. Personalità ed esperienza sarebbero i due criteri principali. Mi aspetterei che un nuovo membro del nostro team debba esserre in grado di coordinare uno o più progetti di interior design, di avere l’esperienza di come strutturare un nuovo progetto e di sentirsi sicuro nei rapporti con fornitori e clienti.

Avere avuto un’esperienza lavorativa durante gli studi è di fondamentale importanza. Gli studenti dovrebbero davvero cercare di acquisire esperienza in circa tre o quattro diverse aziende. In questo modo, essi sperimenteranno ambienti di lavoro diversi e amplieranno la loro comprensione di esperienza di lavoro di tutti i giorni.

L’industria è molto competitiva, ed i clienti stanno diventando sempre più consapevoli ed esigenti verso coloro a cui commissionano i lavori. Sfondare nel settore e trovare il terreno per consentire di sviluppare una reputazione rispettabile richiede un sacco di abilità e professionalità.