Ogni volta che l’oro raggiunge nuovi massimi storici, la stessa domanda torna: “È troppo tardi per comprare?” E quando il prezzo scende, l’altra faccia della stessa medaglia: “Conviene entrare adesso che costa meno?”

La verità è che entrambe le domande partono da un presupposto sbagliato: che l’oro sia qualcosa su cui fare trading, qualcosa da comprare basso e vendere alto. Ma se ragioni così, stai guardando l’oro nel modo sbagliato.

L’oro fisico non è un titolo azionario. Non produce utili, non paga dividendi, non cresce perché un’azienda va bene. L’oro mantiene valore nel tempo, e questa è una funzione completamente diversa da quella degli asset che “crescono”. Quindi la domanda giusta non è “conviene oggi?”, ma “ha senso per me avere una quota di patrimonio in oro fisico?”

Vediamo quali sono i fattori concreti da considerare.

Il contesto attuale: perché l’oro resta rilevante

Negli ultimi anni abbiamo visto cose che molti consideravano impossibili. Banche centrali che stampano denaro senza precedenti. Inflazione che torna a livelli che non si vedevano da decenni. Tassi di interesse che oscillano in modo radicale. Tensioni geopolitiche che non accennano a placarsi.

Quando le valute vengono create in quantità sempre maggiori, il potere d’acquisto tende a erodersi. Non è una teoria complottista, è matematica. Se aumenta la quantità di denaro circolante senza che aumenti proporzionalmente la quantità di beni e servizi disponibili, ogni unità di quella valuta vale meno.

L’oro, per sua natura fisica, non può essere “stampato”. La quantità estratta ogni anno è limitata dai costi di estrazione e dalla disponibilità di giacimenti. Questo gli conferisce una caratteristica che nessuna valuta fiat possiede: scarsità intrinseca.

Dal 2019, con l’implementazione di Basilea 3, le banche commerciali devono considerare l’oro fisico come asset a rischio zero, l’unica materia prima con questa classificazione. Le banche centrali di tutto il mondo continuano ad accumulare oro nelle loro riserve, arrivando a detenere quasi il 40% di tutto l’oro mai estratto. Non lo fanno per speculazione. Lo fanno perché è l’unica riserva che non dipende dalla solvibilità di nessun altro soggetto.

Questo contesto rende l’oro rilevante oggi? Sì. Ma questo non significa necessariamente che devi comprarlo tutto oggi.

L’errore del timing perfetto

Uno degli errori più comuni è cercare il momento perfetto per entrare. “Aspetto che scenda ancora un po'”, “meglio comprare dopo la correzione”, “quando arriva a questo prezzo allora entro”.

Il problema è che nessuno sa dove andrà il prezzo dell’oro domani, la prossima settimana, il prossimo mese. Potresti aspettare una correzione che non arriva mai. O potresti comprare tutto in un momento che poi si rivela un picco locale.

La strategia più sensata non è cercare di indovinare il timing, ma diluire l’acquisto nel tempo. Questo è esattamente il motivo per cui esistono i piani di accumulo: compri un po’ ogni mese, mediando il prezzo nel tempo. Alcuni mesi pagherai di più, altri di meno. Nel lungo periodo ottieni un costo medio che non dipende dalla fortuna di aver scelto il giorno giusto.

Chi ragiona in termini di protezione patrimoniale piuttosto che di speculazione, capisce che il timing conta molto meno della coerenza. Meglio iniziare oggi con piccole somme regolari che aspettare il momento perfetto che potrebbe non arrivare mai.

Accumulo graduale vs. acquisto in blocco

Se hai 10.000 euro da destinare all’oro, potresti comprarli tutti oggi. Oppure potresti spalmarli su 12-24 mesi, comprando 500 euro al mese. La seconda opzione ti protegge dalla volatilità di breve periodo. Se il prezzo sale, avrai comprato parte dell’oro a prezzi più bassi. Se scende, continuerai ad accumulare a prezzi via via più favorevoli.

Questo approccio ha senso soprattutto per chi non ha esperienza nel seguire i mercati delle materie prime. Non devi diventare un esperto di analisi tecnica o fondamentale. Devi solo avere la disciplina di versare regolarmente, indipendentemente da cosa fanno i titoli dei giornali.

Chi vuole costruire una riserva aurea nel tempo può valutare un piano di accumulo oro fisico attraverso operatori autorizzati dalla Banca d’Italia, che permettono di accumulare metallo certificato LBMA con versamenti a partire da 100 euro al mese, mantenendo piena flessibilità su importi e durata.

Quando l’oro fisico ha senso per te

Non tutti dovrebbero avere oro in portafoglio. Se hai debiti ad alto interesse, se non hai un fondo di emergenza liquido, se la tua situazione finanziaria è instabile, l’oro non è la priorità. Prima risolvi quelle situazioni.

Ma se hai già coperto le basi, fondo emergenze, debiti sotto controllo, situazione reddituale stabile, allora una quota di oro fisico può avere senso come componente difensiva del tuo portafoglio.

Quanto? Non esiste una regola uguale per tutti. Alcuni consulenti suggeriscono tra il 5% e il 15% del patrimonio investibile. Altri vanno oltre. Dipende dalla tua età, dai tuoi obiettivi, dalla tua tolleranza al rischio, da quanto ti preoccupano scenari di crisi sistemica o inflazione prolungata.

L’oro ha senso soprattutto se:

  • Hai un orizzonte temporale lungo (almeno 5-10 anni)

  • Vuoi protezione contro l’erosione del potere d’acquisto

  • Non ti fidi ciecamente della stabilità del sistema finanziario attuale

  • Vuoi un asset che esiste indipendentemente da promesse di terzi

  • Accetti che l’oro non produce reddito e può rimanere fermo per anni

Se ti riconosci in questi punti, allora sì, l’oro fisico ha senso per te indipendentemente dal prezzo di oggi.

Oro fisico vs. alternative: cosa stai effettivamente comprando

Molti si chiedono se non sia meglio comprare ETF sull’oro o certificate bancari invece di metallo fisico. Costano meno in commissioni, sono più liquidi, puoi venderli in pochi secondi.

Vero. Ma c’è una differenza sostanziale: con gli strumenti finanziari legati all’oro hai un contratto, una promessa che qualcuno ti pagherà un importo collegato al prezzo dell’oro. Con l’oro fisico hai grammi di metallo che esistono realmente, intestati a te, custoditi in un caveau o a casa tua.

In tempi normali questa differenza conta poco. Ma l’oro serve proprio per i tempi non normali. Se il sistema finanziario entra in crisi, se le banche hanno problemi, se ci sono blocchi dei mercati, il tuo ETF rimane una posizione su un conto che potrebbe non essere liquidabile. L’oro fisico resta oro, indipendentemente da quello che succede al sistema finanziario.

Non sto dicendo che gli ETF sull’oro siano trappole. Servono a chi vuole esposizione tattica all’andamento del prezzo. Ma se il tuo obiettivo è protezione patrimoniale di lungo periodo, l’oro fisico fa meglio il suo lavoro perché elimina il rischio controparte.

Certo, l’oro fisico ha costi di custodia e spread leggermente più alti. Ma questi costi sono il prezzo per avere qualcosa di tangibile che esiste indipendentemente dal funzionamento dei mercati.

La domanda giusta da farsi

Quindi, conviene investire in oro fisico oggi? La risposta non è “sì” o “no” in assoluto. Dipende da cosa vuoi ottenere.

Se cerchi un investimento che raddoppia in sei mesi, no, l’oro probabilmente non fa per te. Se vuoi qualcosa da comprare e vendere seguendo i trend, meglio lasciare perdere. Se pensi che l’oro “deve per forza salire” perché sei entrato tu, stai ragionando male.

Ma se vuoi mettere da parte una percentuale del tuo patrimonio in qualcosa che ha attraversato millenni mantenendo il suo ruolo di riserva di valore, che non dipende dalla promessa di nessun emittente, che puoi liquidare quando serve, che tende a comportarsi in modo diverso rispetto agli asset finanziari tradizionali, allora l’oro fisico ha senso.

E in quel caso, il “quando” conta meno del “come”. Meglio un accumulo graduale e costante che aspettare il momento perfetto o buttarsi dentro tutto in una volta basandosi su una sensazione.

Le banche centrali accumulano oro da decenni, senza preoccuparsi troppo del prezzo di breve periodo. Non perché sono stupide, ma perché hanno un orizzonte di lunghissimo termine e capiscono che l’oro svolge una funzione specifica: protezione patrimoniale indipendente dal sistema finanziario.

Tu non sei una banca centrale. Ma puoi applicare lo stesso principio: se l’oro ha una funzione nel tuo portafoglio e per molti ce l’ha allora inizia ad accumularlo in modo coerente, senza ossessionarti sul prezzo di oggi.

Tra dieci anni probabilmente non ricorderai nemmeno se hai comprato a 65 o 70 euro al grammo. Ricorderai solo che hai avuto la disciplina di costruire una riserva che ora esiste, è tua, e non dipende da nessuno.